Nella vita un po’ di mousse

Oggi leggevo Tropico del Cancro e mi sono imbattuta in una citazione.

la vita,” dice Emerson, ” è fatta di ciò che l’uomo pensa tutto il giorno”. Se è così, allora la mia vita non è altro che un enorme intestino. Tutto il giorno non penso ad altro che al cibo; non solo: me lo sogno anche di notte.

Ho pensato subito al primo Maggio: me e la mia serena compare di avventure a Firenze. Ho visto anche la puntata di Alberto Angela e l’amarezza si è fatta strada nella bocca. In tutti questi giorni di quarantena, non mi era ancora mai salita quella sensazione. Ovviamente mi dispiace di non riuscire a vedere persone care, amici, fidanzato e parenti, ma sono sempre restata molto positiva e propositiva, nonostante la situazione emergenziale. Non ho lasciato insinuare nella mia testa pensieri tristi.

Così, ho riempito la mia agenda fino all’inverosimile.

Però, nulla, ho visto il cupolone autoportante e il mio volto si è subito fatto scuro.

L’osteria, la terrazza della biblioteca e tutte quelle vie percorse in anni di università.

E, poi, il pensiero, due ponti dopo Ponte Vecchio: Gelateria Carraia.

Un po’ come ” Seconda stella a destra…”

Mi ci portò, la prima volta, una compagna di università, avevamo stretto questa alleanza culinaria in un pomeriggio afoso, credo, di Giugno.

F:” Ehi, ma non la conosci?”

” No, è buona?”

F:” E’ la più buona!”

“Ma che gusto è torta della nonna?”

F:” Ti giuro il sapore è esattamente quello, senti anche i pinoli e la crema pasticcera.”

Io non sono una persona estremamente selettiva nelle mie scelte. Mi spiego: mia madre, anche se legge l’intero menù, prenderà sempre la pizza con le acciughe senza capperi. Io no, con riluttanza magari, ma lo scempio della pizza all’ananas l’ho assaggiato.

Presi gusti: mousse al cioccolato e latte di cocco. La mouse ancora me la immagino in bocca, aveva i forellini della montatura: quelle bollicine presenti anche nella cioccolata milka luflée. Si scioglieva in bocca.

Quel gusto di quel gelato rimane ancora nei miei sogni proibiti, sogno di farci il bagno, di averne scorte indecifrabili, di morirci.

Ecco,il motivo per cui mi è salita l’amarezza. La prossima volta che andrò a fare spesa mi prenderò quella cioccolata.

Pubblicato da Miarrovello

Filosofeggiando di baggianate

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