Maialino tibetano

Il crollo del dopo pasquetta. Lo ammetto non sono più quella di una volta. Adesso mi troverete fra gli scomparti del supermercato alla ricerca di farina di ceci o senza glutine. La mia ultima cronologia su google riguardava i metodi di sostituzione del lievito di birra, per via delle intolleranze.

Sì, per chi ha fragilità di cuore, di animo, lo stomaco non è da meno.

Mi sentivo invincibile, ingurgitando focaccine al rosmarino ricoperte di mortadella.

Sì, ero la regina delle abbuffate.

“Magari sei celiaca e non l’hai ma saputo?”

Dice tua madre

” Tutto psicosomatico”.

Dice il doc.

Ok, magari comincio a somatizzare male questa quarantena, comincio a somatizzare male il non vedere le persone coccole della mia vita.

Non ne ho idea, so solamente che la borsa dei semini riscaldante è il mio primario compagno di letto. MI riscalda, mi vizia di tisane e mi appisola.

Secondo me, sono semplicemente come quei maialini bellissimi, li compri piccioli, li allevi, diventano più cari de un figliolo e booom: se inquartano.

Semplicemente esplode come le nuvolette di drago quando le metti in bocca.

Sono andata in cucina per prepararmi il brodino, sentivo odore di bruciato: il contenitore con il cioccolato dell’uovo si è sciolto sulla pentola.

Segno divino? Masterchef si chiude qui!

Pubblicato da Miarrovello

Filosofeggiando di baggianate

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