Frutta a domicilio

Ti ho visto per sbaglio. Consegnavi ceste di frutta.

Avevo la mascherina e i guanti.

Nel momento in cui ho riconosciuto il tuo furgoncino, non si è più mossa nessuna foglia.

Tu, non ti sei accorto di me.

Io, non ti ho chiamato.

Non avevo voce.

Non usciva nulla.

Hai suonato il campanello e sei rimasto sul pianerottolo.

Pochi convenevoli.

Se mi avessi scritto, almeno sarei potuta affacciarmi.

Se avessi riconosciuto il mio quartiere, avremmo potuto almeno salutarci.

Non hai mai fatto nulla, solo consegnato la tua cassettina.

Ho ricominciato a sentire la pesantezza della busta che avevo in mano.

Impossibile immaginare quanta forza possa avere un cuore, da forti dimenticare le altri parti del corpo.

Tornando al furgone, ti sei lavato le mani.

Non l’hai mica riconosciuta la ragazza con i capelli tinti di rosso e una busta verde.

Insomma, perché notarla?

Non è diversa dalle altre mille persone coperte dalla testa ai piedi, al tempo del virus.

Pubblicato da Miarrovello

Filosofeggiando di baggianate

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