taglio?

“Che faccio taglio di più?”

Perché me lo chiede se tanto lo ha già fatto?

” Perché so sadica”

“Come?”

” So sadica, come tutte le parrucchiere e tutti i parrucchieri sulla faccia della terra!”

” ma..ma..”

” Ma che? Tanto io taglio uguale , anche se me dice de no”

” Perché lo chiedi?”

” So sadica”

“Ma…ma a me bastava una spuntatina, giusto le punte”

” AHHAHAH, ma che ce fai? Lo sanno tutti, accorci per poi falli allungare”

” Ah Davvero?”

” No nevvero, lo dico solo perché ormai ho tagliato”

Ma così sembro na mela, o quella tizia che hanno buttato sul rogo in Francia

Tanto non me lo dirai mai in faccia

” Come te sembrano?”

“Bellissimi”

Fortuna che piove e tengo in cappello, anzi lo tengo per 3 mesi.

Ravioli

“oggi provo a fare i ravioli!

“ma su so facili”

” so facili per chi ha le nonne”

” pure ce l’hai la nonna!”

“sì, ma la nonna non ha insegnato alla madre quindi io i ravioli non li so fare”

” c’è giallo zafferano”

“sì, ma è una ricetta moderna, io li volevo fa con la macchina”

“ma ci metti 3 ore”

“ma magari una nonna senza nipote”

-Fu così, da questa idea che nacque la famosa app “cercasi nipote”, per signore e signori solitari che vogliono trasmettere il proprio sapere

-é già sul mercato?

-lo sarà presto

-ma ci spieghi di più!

-vostro nipote se ne va in viaggio studio per due anni negli stati uniti e lo vedrete solo a singhiozzo? Vi chiede di avere competenze tecnologiche che non avete e si incazza se non capite? Adottate un altro nipote! Magari un fuorisede con i nonni lontani

-è un’idea rivoluzionaria!

-nonni e nonne non sarete più soli. Preparate i ciambelloni e scegliete il nipote acquisito che più preferite. Nipoti mi raccomando un bia accattivante.

-ma non ha paura che venga usato a fini loschi?

-abbiamo un team che spaventerebbe Twitter, abbiamo solo creato un tinder più utile!

In salute e in malattia

Quanto è drammaticamente limitante questa affermazione.

Sì ì, parlo di quella nei matrimoni dove la malattia campeggia.

“In salute e in malattia”

Lo voglio.

Mai nessuno che ti prepari realmente al significato.

Nessuno chiede nulla al malato?

Credi che sia facile non sentirsi in colpa di tutto il bisogno?

Bella gente

” che bella gente, che bello il posto,

faccio una foto, ma non la posto”

Testo di una canzone bellissima, la mia versione preferita? Fulminacci.

Ed è quello che ho fatto.

Ho pubblicato il mio racconto ormai da più di un mese, ma non ne ho parlato come fosse un minimo segreto.

“ehi, ma tua figlia ha scritto un libro?”

Lo hanno chiesto a mio padre l’altro ieri in un bar e da lì andava presa una posizione.

” Scusami, parlavo da sola” lo trovate su Amazon, solito fluire di pensiero.

https://www.amazon.it/Scusami-parlavo-sola-Ilaria-Santinelli

30 anni

sì lo speciale sui 30 anni compiuti più di un mese fa lo fai ora: alle 2 di notte?

lo faccio ora a dimostrazione che a 30 anni si può anche campare oltre la mezzanotte.

Ma se dormivi dalle 10.

sì ma poi ho cambiato dal letto al divano e mi sono distratta

con i video sulle pulizie del viso “fai da te”.

Ok, ok, è vero lo ammetto due anni scrivevo racconti interi la notte, mi docciavo ed era già mattina.

Adesso me me ne frego e penso ai nuovi sogni entro la mezzanotte.

follie mattutine

Non è semplice convivere con i mille pensieri.

l’ho detto spesso, sciame d’api,

ronzii che si susseguono.

“che ti prende”

” sto bene”

Sì, le tecniche le sai, pensa ad altro, distogli lo sguardo. Pensa canzoni felici, paperette che dormono, gattini carini.

Niente, il ronzio non finisce.

scrivi, così ti sfoghi.

” ti aspetto?”

“no, vai pure”

Eccola, ti presento la versione folle, quella che scrive alle 5 di mattina.

“piacere”

Il disagio di chi non sa approcciarsi a un pensatore delle api, non crede sia possibile avere così tanti pensieri di senso compiuto in meno di un nano secondo.

Toast

Mi lavo la faccia, una bella manata sul viso.

Mi accorgo che indosso la maglia celeste che mi hai lasciato.

Si lo sapevo, ma riflettendo sullo specchio, sembrava, quasi, io non ne fossi consapevole.

-ti ha lasciato una maglia, mica va in guerra

Scherzate? Ogni giorno è una fatica respirare, ricordarsi di farlo, è una lotta silenziosa fra cosa vada la pena realmente di fare.

Quella maglietta ha un super potere, la guardi, ricordi e non hai il dubbio che ti assale in continuazione.

– Esageri, come sempre, troppo emotiva

Che gusto c’è altrimenti, se non si cede un pochettino?

-pochettino? Ti avevo lasciato un paracadute. Dove lo hai messo?

L’ho barattato per la maglietta.

Continuità da scrittori

L’avevo detto, il problema non era solo la costanza, l’assiduità con cui si battono i tasti sulla tastiera.

L’avevo detto anche a me stessa che forse era ora di smetterla, di buttarsi più forte nelle cose, che arrovellarsi non avrebbe più portato bene.

L’ avevo detto che per me il corpo è oggettivamente una prigione e la mia testa non vede l’ora di vagare.

Troppe volte, l’avevo pensato e non sono comunque riuscita a dirlo, perché il pensiero è troppo veloce e le parole non sono mai abbastanza.

L’avevo detto che prima o poi mi sarei fermata, perché se il mondo si ferma anche la mia di testa va in letargo, sopita dallo standard.

Mi spiace se la noia non è il mio forte, se vivere per me significa altro che respirare.