7 Marzo

Un anno fa Padova entrava ufficialmente in zona rossa.

La mia coinquilina salutava il moroso inconsapevole del tempo.

Un anno fa siamo andata a fare l’ultima spesa al mercato, senza mascherine che ancora non era obbligatorie.

Un anno fa abbiamo fatto la scorta carne a non finire, formaggi sotto le logge di piazza delle Erbe.

Oggi in piazza ci sono i vigili per garantire entrate contingentate.

Un anno fa ironizza amo sul fatto che eravamo solo 4/5 provincie chiuse.

Un anno fa la nostra ultima cena, senza concerto perché non si può più.

Giorni dopo il secondo dpcm, il resto d’Italia si chiude.

Ridevamo che tutto fosse iniziato da un solo morto il 24 nel ristorante a 20 km di distanza.

L’alcol non ci ha protetto, neanche in Veneto.

Marì

Cara Marì,
Te ringrazio de quella volta che per nasconde gli assorbenti, me si prestato un crocefisso che pesava come me.
Forse questo era l’ultimo grande segreto che avevamo.
Che se ci ripenso mo, sembra abbastanza blasfemo sia per quel crocefisso opulento, sia per la mia condizione di estrema vergogna inutile.
Mi dispiace un po’ per la delusione più grande che se possa dà a una nonna:

la cresima non la faccio

ma non me fa incazzà, la fa tutti.

Non si mollato per tutto l’anno, ogni giorno a pranzo, finché non è intervenuta l’altra nonna:

la farà con Pietro


Un lume di speranza, svanito negli anni.
Eri distratta dalla sua fede e della mia non ci si più pensato.
Te ringrazio per la crema con 8 uova e un po’ de farina a occhiu, che se cerchi su google te propone già de chiamà l’ambulanza.
Te ringrazio per il pavone verde in camera, era terribile, ma ce potevi sta ore a capì de che colore era.
Se lo mettevo sui social adesso, forse facevamo i miliardi.
Te ringrazio per li racconti dei fascisti quando eri ciuca con le mani in alto e quelli girava con li fucili, che so cose da tramandà sempre. Come per li stornelli e la canzó “te rizzi come un gatto”, che ieri canticchiavo mentre me lavavo i denti.
Quanto me si fatto ride, quando te si incazzata per avé votato Tabacci solo per lu partito arancione che se vedeva bene. Per poi scoprire che a Pitriolu eravate solo in 3 ad avello votato.
Forse tutti e tre per lu colore.
Se solo sapessi che Tabacci ha avuto un ruolo glorioso nel voto alla fiducia di Conte, adesso non te incazzeresti più.
Me dispiace perché dicevi in giro che tu nipote era dottoressa laureata, ma io de come se cura l’artrosi non lo so.

so un dottore diverso.


Sicuro te hai pensato de quelli un po’ matti che fa l’agopuntura o te passa i fiori de Bach per tutto.
Ce spiace, penso un po’ a tutti, che semo un po’ girovaghi, che sta a casa, dopo un po’ ce fa male. Ma non te potevi lamentà, un pensierino te se portava sempre.
Lo guardavi due minuti:

bellissimo, grazie


Poi, scolavi teglie de ravioli.
Se sa all’estero se magna male.

Più mood

Lo hanno detto in un podcast a questa mattina.

Meno to do list più mood.

Io ci provo a fare liste, ultimamente provo anche a concentrarmi nel mood giusto.

Che poi, quale sarebbe questo mood giusto?

Che poi, chi lo dice che il mood che ho è sbagliato?

Fare solo le cose che ci rendono felici?

E se a me piace essere un po’ triste?

La tristezza non ti capire quali sono i momenti felici?

Chi lo dice che non è la tristezza il bene che muove il mondo?

Chi non è triste non si può commuovere, che non è mai triste non è empatico e chi è sempre felice è ipocrita

svuotati

Forse sembrerà anche a voi di passare i sabati e le domeniche svuotati, ma comunque sempre pieni?

Su due concetti completamente diversi: da una parte c’è il fisico lievitato e dall’altra l’anima anemica.

Vi lascio così con una riflessione semplice.

La soluzione risiede sempre nella dieta: verdure e meno fritto per il fegato, libri per l’altra.

Ma le librerie sono aperte?

Impastare

Impastare fa bene all’anima

Eh sì, care massaie, avete vinto.

È faticoso, snervante, ma rilassante allo stesso tempo, soprattutto con un piccolo aiutante.

Micio sta crescendo e la sua amaca preferita era ormai piccola, sebbene si ostinasse a salirci.

Orsotto l’ha smontata per rinforzarla.

Micio non è stato affatto contento.

I genitori dei mi i lo sanno, sposta qualcosa e ne saranno sconcertati.

Io ero immersa nelle faccende accumulate dietro a giorni lavorativi, palestre in casa e spese.

– miaooo

Miagolava disperato.

-smettila Micio ora no!

-miaooo (mi avete portato via tuttoooo)!

Ok, mi sono detta,. Nessuno dei due ha voglia di stare qui.

Ho preso una ricetta di un focaccia morbida e profumata.

Micio spaesato dalla nuova energia si è accovacciato sulla sedia della cucina.

Farina, acqua, sale e olio.

Uuuu lievito.

L’avevo ammaliato.

Amachetta restaurata, micio felice, orsotto felice: oggi niente surgelati.

Micio miao

Ieri micio ha avuto un po’ di malessere.

-ha sempre fame

-si deve abituare

-lasciate un po’ di crocchette sempre disponibili, lui ci va da solo.

Ebbene?

Si è mangiato tutto, voracità della giovane zia.

-questo lo fa mo i cani

No, il mio gatto ha così smania di voler inseguire i piccioni che non può perdere tempo a mangiare. Si ingozza, quasi non respira.

-è un problema comportamentale

Ho preso una ciotola con i bordi alti a forma di cuore, inespugnabile persino alle lingue più lunghe.

Ci ha messo 5 minuti interi.

Poi? Alla carica delle bestie infami piumate.

Cari neogenitori, i consigli sono sempre utili, ma sono consigli, non leggi.

Oppalà

Sto scrivendo, di nuovo…

Oggi, parlando con i miei, ho capito che l’unica rivoluzione possibile si basa sulla risata.

La comicità ci porterà fuori, come sempre. Per generazioni, è bastato che qualcuno osasse ridere delle difficoltà per essere ricordati tutti grandi.

Ridi anche se fuori è buio.

Ridi anche se sei solo.

E se ci riesci, ridi di te.

Oggi, ho scaricato una piccola app per mettere in ordine quello che faccio, poichè passo da picchi di produttività estrema e momenti di pigrizia totale.

Non so se capita anche a voi di cominciare la settimana sentendosi superman e finirla con Oppalà, come mio nonno appena seduto.

Oggi ho ricominciato a scrivere, ebbene, oggi ho dolore al nervo sciatico, come mio nonno.

Ridete anche voi di me.

2020

Se n’è andato, l’anno dello schifo, come lo chiamate tutti.

Come se il prossimo potesse sciogliere in un lampo i disastri.

Nessuno che si è reso conto dell’insegnamento più grande.

Ogni anno e la vita in sé dipende dal nostro modo di vedere le cose.

Io ho realizzato tanto, sebbene chiusa in gabbia, la mia testa viaggiava costantemente.

Non credo che il 2021 cambierà molto.

Credo che dovremmo faticare per riprendere in mano la ns vita.

Non sono neanche sicura ci sia una vecchia vita da riprendere.